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Repubblica.it Medicina e salute: Piede Diabetico (Clicca il link)

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La patologia potrebbe essere inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza del SSN

di Antonella Garraffo – 

Nei giorni scorsi a Caltanissetta si sono dati appuntamento angiologi, endocrinologi, chirurghi, diabetologi, internisti, geriatri, medici di famiglia, tecnici ortopedici, ortopedici e podologi per parlare del piede diabetico. Si tratta di una patologia sociale che colpisce oltre 300 milioni di persone nel mondo, circa il 6% della popolazione, specialmente il tipo 2.

Come sottolineato dal dottor Giacomo Failla, responsabile scientifico del gruppo GIV, Gruppo Italiano Vulnologi, l’evento mira all’approccio della patologia e al trattamento multidisciplinare. E’ questo l’elemento di diversità rispetto ad altri eventi scientifici similari, ovvero costituire una tavola rotonda capace di mettere insieme esperienze diverse ed approcci con il paziente, in modo da valutare tutte quelle patologie cliniche che si sviluppano intorno al piede diabetico, identificando le sue complicanze e, in maniera preventiva, i soggetti a rischio.

L’evento, organizzato dal professor Michelangelo Di Salvo, è stato patrocinato dall’ ordine dei medici di Caltanissetta, dall’Asp 2 di Caltanissetta ed ha visto nascere l’interesse privato anche della Banca Nuova. Nel corso dell’evento sono state presentate, attraverso le varie figure specializzate, il corretto trattamento  locale delle lesioni cutanee croniche, la correzione del difetto d’appoggio plantare, la prevenzione delle lesioni trofiche fino alla formazione dell’ulcera e della gangrena.

Sono state illustrate, inoltre, le terapie complementari dal punto di vista nutrizionale e psicologico, la terapia fisica, la terapia motoria fino ad arrivare alla riabilitazione che purtroppo in Sicilia è molto carente, sia da un punto di vista sociale, sia da un punto di vista economico.

Allo stato attuale, si è ancora in attesa della decisione del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, riguardo l’inserimento della patologia diabetica nei LEA, ovvero nei Livelli Essenziali di Assistenza che il servizio sanitario deve garantire ai cittadini.

Risulta quindi fondamentale che il Servizio Sanitario Nazionale accresca il proprio interesse sulla patologia, verificando non solo la qualità dei metodi utilizzati ma anche indicando la correlazione tra il diabete e le altre malattie, rendendo pubblici i rischi, organizzando dei percorsi riabilitativi atti al monitoraggio e alla valutazione sugli effetti clinici e familiari.

L’evento documenta un punto essenziale sulla valutazione del piede diabetico, ovvero parlare della patologia e prevedere la formulazione di obiettivi chiari attraverso un gruppo di specialisti. La solidità scientifica dei metodi deve essere accompagnata alla chiarezza dei ruoli, alla responsabilità di enti, delle  istituzioni nonché degli operatori delle strutture sanitarie che si occupano della patologia, garantendo l’istituzione di presidi territoriali dove al paziente diabetico possa essere fornito tutto il percorso dalla prevenzione alla riabilitazione.

“Un primo bilancio di questo insieme di iniziative non può che essere positivo”, commenta il dottor Innocenzo Secolo, tecnico ortopedico, sia perché indica la generalizzata assunzione di consapevolezza delle problematiche sanitarie legate ai pazienti con patologia diabetica, sia per l’elevata qualità delle conoscenze scientifiche che sono state rese disponibili attraverso questi eventi a quanti si occupano di tutela per quei pazienti che purtroppo incappano in questa patologia sociale. “Un paziente diabetico” – continua il dottor Secolo – “seguito da un team multidisciplinare, costa meno al servizio sanitario nazionale. Non si può risparmiare sulla prevenzione”.

Alla luce di quanto illustrato, si può concludere sostenendo che è indispensabile che un gruppo di lavoro specialistico operante a livello locale elabori in modo permanente un documento di riferimento che tratti in modo esaustivo tutte le problematiche legate alle patologie connesse al piede diabetico. Ne potrebbe derivare innanzitutto un arricchimento culturale, ma anche un più efficace contributo alle iniziative in atto o in preparazione, in merito allo studio dello stato di salute delle popolazioni residenti in Sicilia, contribuendo così a definire un approccio non solo locale, ma anche nazionale al problema, da confrontare nelle sedi comunitarie con i corrispondenti approcci adottati dagli altri paesi.

Uno sforzo di coordinamento di questa portata richiede un’adeguata disponibilità di risorse che attualmente mancano. È quindi indispensabile che il sistema pubblico a livello centrale, regionale e locale, assuma la responsabilità dei temi qui trattati, non disperda i soldi destinati alla salute pubblica e promuova azioni di coordinamento d’interventi mirati e vigili  sullo stato di salute delle popolazioni.

IL PIEDE DIABETICO: UNA PATOLOGIA SOCIAL

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Si è svolto con la partecipazione di 48 iscritti il corso ECM

IL PIEDE DIABETICO: UNA PATOLOGIA SOCIALE
Corona Eventi – via Due Fontane, 9 – Caltanissetta
24 gennaio 2015
L’EVENTO , NATO  PER L’ESIGENZA DI   UN INTERSCAMBIO CULTURALE TRA FIGURE PROFESSIONALI  CON FORMAZIONE ED ESPERIENZE DIVERSE, SI E’ PREFISSO LO SCOPO DI EVIDENZIARE L’IMPORTANZA DEL LAVORO IN TEAM PER UNA MIGLIORE QUALITA’ ASSISTENZIALE .
PARLARE CON LO STESSO LINGUAGGIO  TRA PROFESSIONISTI E’ IL PRIMO PUNTO PER UNA CORRETTA DIAGNOSI CHE A SUA VOLTA GARANTISCE UNA ADEGUATA TERAPIA.
IL SSN ,  MALGRADO SIA CERTIFICATA, NON PREVEDE LA VALENZA DEL TEAM MULTIDISCIPLINARE,  SOPRATTUTTO QUANDO SI PARLA DI  PREVENZIONE.
TALE INTEGRAZIONE  ABBASSEREBBE NOTEVOLMENTE I  COSTI!
IL DIABETE E’ PATOLOGIA SOCIALE   DATO CHE,  A LUNGO RAGGIO, PER LE SUE COMPLICANZE, E’ INVALIDANTE PER L”ATTIVITA’ LAVORATIVA.  DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE  ESSO  COLPISCE, OLTRE CHE L’INDIVIDUO,  TUTTA LA SOCIETA’. L’APPROCCIO VERSO QUESTA MALATTIA DEVE ESSERE MULTIDISCIPLINARE:  OGNI FIGURA  PROFESSIONALE CON UN RUOLO DETERMINATO. DIABETOLOGO, ANGIOLOGO, CHIRURGO VASCOLARE; INTERNISTA, NUTRIZIONISTA, PSICOLOGO, PODOLOGO, TECNICO ORTOPEDICO, SONO TUTTE FIGURE NECESSARIE PER LA COSTITUZIONE DEL TEAM, MA LE  ULTIME DUE, IMPORTANTI PER LA PREVENZIONE E LA RIABILITAZIONE DEL PAZIENTE DIABETICO, PURTROPPO NON SONO PREVISTE DAI LEA .
LA RIFLESSIONE, A FINE LAVORI,  E’ STATA CHE LE PROFESSIONALITA’ E LE POTENZIALITA’  CI SONO, E CHE  TUTTI SONO PRONTI A  METTERLE  AL SERVIZIO DEL PAZIENTE DIABETICO  COLLABORANDO COL  SSN. SI CHIEDE A QUEST’ULTIMO UN SALTO DI QUALITA’ PER REALIZZARE UN’INTEGRAZIONE DELLA QUALE IL PRINCIPALE BENEFICIARIO SAREBBE IL PAZIENTE.
Durante Il Corso si è parlato del Gruppo GIV e molti dei discenti hanno aderito al gruppo.
Si prevede  anche dalla provincia di Caltanissetta una congrua presenza al I Congresso Nazionale GIV del 5-6-7- febbraio a Catanzaro.
I. SECOLO

Cari Amici del gruppo GIV

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Cari Amici del gruppo GIV,

è venuto il momento di formalizzare la nostra identità come gruppo scientifico:

pertanto Vi chiediamo di compilare la scheda di adesione, che ci permetterà di identificarci, operazione propedeutica ai passi successivi che vorremo intraprendere.

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